la carta infinita

Oggi, in epoca della dematerializzazione, la carta è ancora per molti lo strumento principe per scrivere o comunicare.

Pur essendo un prodotto riciclabile al 100%, la carta viene stampata con prodotti chimici a volte tossici e richiede l’impiego di grandi quantità di energia per la sua produzione. Tutto questo si traduce in un pesante carico per il sistema di smaltimento soprattutto se teniamo conto che molta della produzione della carta che oggi utilizziamo ha una durata brevissima, a volte solo di un giorno (basti pensare ai quotidiani). La scienza e i ricercatori proprio al fine di smaltire questo enorme carico stanno lavorando ad un nuovo concetto di carta basata su nanotecnologie capace di essere scritta più e più volte solo con la sua esposizione alla luce solare ed esattamente ai raggi Ultravioletti.
Lo studio proviene dalle Università Shandong in Cina e California e Berkley negli Stati Uniti. A capo di questo team di esperti c’è il ricercatore cinese Wenshou Wang.

 

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Il team di ricercatori ha ricoperto un normale foglio di carta con un materiale nanotecnologico che è possibile stampare e cancellare senza l’utilizzo dei colori o inchiostri. Questa pellicola, cambia colore quando viene esposta a sorgenti luminose; in pratica questo foglio è rivestito da due nano-particelle: il blu di Prussia, un inchiostro usato dagli artisti, non tossico ed economico e il biossido di titanio (TiO2) noto come semiconduttore. Questi materiali reagiscono alla presenza della luce in modi diversi: il blu di Prussia diventa completamente trasparente se acquisisce elettroni, mentre il biossido è un fotocatalitico capace di accelerare le reazioni chimiche in presenza di raggi UV.
Il foglio si presenterà all’inizio di colore blu per la presenza del pigmento blu. La stampa avviene attraverso l’esposizione del foglio ai raggi UV; in questo modo, lo strato di biossido di titanio verrà eccitato dalla luce ed emetterà elettroni che, catturati dallo strato di colore, ne realizzeranno la depigmentazione. In pratica, il foglio si scolorirà completamente fino a diventare trasparente tranne per quelle parti non toccate dai raggi UV. In questo modo il testo o le immagini stampate resteranno in evidenza, in questo caso di colore blu.

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Questo processo di stampa non è permanente, e dopo circa 5 giorni il foglio tornerà allo stato iniziale, ossia totalmente blu. Il processo può essere accelerato sottoponendo il foglio ad una temperatura di circa 120° per 10 minuti.
I ricercatori stanno provando ad usare pigmenti diversi dal blu per ottenere altre colorazioni e soprattutto stanno lavorando per la realizzazione di una stampante in grado di stampare e cancellare questi particolari fogli.
E’ facile capire come un sistema di stampa del genere risolverebbe in una volta sola molti dei problemi che affliggono il nostro pianeta per la massiccia produzione di carta. Ad esempio si abbatterebbero i costi in quanto non si dovrebbe più produrre carta se non quella necessaria ed inoltre questa non sarebbe più da riciclare perché ristampabile infinite volte. Non sarebbe necessario, di conseguenza, produrre colori e cartucce perché la carta li genererebbe da se senza in questo modo gravare ulteriormente sul sistema di smaltimento.
Quotidiani, volantini e supporti per una stampa temporanea sarebbero realizzati con questo nuovo prodotto con risparmio per l’ambiente ed evitando i lunghi processi per il recupero della carta da macero.

 

 

Immagini da www.profemorales.com

 

 

 

 

Primo anno scolastico

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L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato alla stesura delle ultime edizioni dei libri di tecnologia.

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