Finestre elettriche?

Nella continua ricerca per trovare fonti alternative e pulite per la produzione di energia in grande quantità, necessaria allo sviluppo della società moderna, è stato compiuto un ulteriore passo in avanti da parte di un gruppo di ricercatori italo-cinesi, coordinati dal professore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Alberto Vomiero, in collaborazione con la facoltà svedese Luleå Tekniska Universitet.

Ma di che cosa si tratta?

L’LSC, acronimo inglese riferito ai concentratori solari luminescenti, già da tempo consente di trasformare le attuali finestre degli edifici, quando colpite dalle radiazioni solari, in pannelli fotovoltaici capaci di produrre energia gratuitamente e in maniera assolutamente green. Queste vetrate, risultano colorate e semi trasparenti perché la loro superficie viene arricchita con pigmenti capaci di catturare la luce del Sole e di riemettere luminosità verso celle fotovoltaiche distribuite lungo il bordo della finestra.

I risultati finora raggiunti hanno reso queste soluzioni poco interessanti perché impossibili da produrre a costi ragionevoli e soprattutto in quantità sufficienti da poter sopperire alle necessità del mercato.

La ricerca degli italo-cinesi ha però spostato e spinto in avanti l’asticella perché si è riusciti a ottenere un record di efficienza usando come trasmettitore dell’elettricità nanoparticelle di carbonio, note come Carbon dots, le quali possono essere sviluppate in grande quantità, occupando inoltre una dimensione inferiore al milionesimo di millimetro.

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Le Carbon dots sono ottenute da acido citrico e urea, in un processo sottovuoto.
La radiazione luminosa viene convertita in energia elettrica da queste particelle che assorbono la luce incidente e la riemettono a loro volta. Questa, poi, viene indirizzata tramite microcanali elettrici verso il bordo della finestra, dove sono posizionate le celle solari.

L’uso delle particelle di carbonio e l’efficienza del metodo produttivo rendono adesso il sistema delle nanoparticelle luminescenti di grande interesse per l’industria del settore e conduce i ricercatori verso un risultato estremamente positivo capace di garantire una diffusione massiccia e un largo impiego nell' edilizia

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