Un ponte tra le nuvole

La Cina, si sa è un paese che sta vivendo una incredibile crescita economica sottolineata dallo sviluppo e dalla creazione di opere architettoniche destinate a caratterizzarsi come veri e propri monumenti di questa prosperità e di questa epoca. E’, inoltre, un paese caratterizzato da una grande storia e da una mescolanza di etnie e religioni che ne hanno caratterizzato lo sviluppo.

Crescita esponenziale e influenze taoiste, sono i caratteri fondanti dell’architettura di Haim Dotan architetto cinese che trasferisce nelle sue opere tutta la sensibilità di questa cultura.
L’ultima delle sue opere, ispirate alla natura e al simbolismo cinese, è il ponte Zhangjiajie Grand Canyon Glass Bridge, una incredibile struttura sospesa nel vuoto di un canyon naturale in un parco nazionale sito nella provincia di Hunan.
La peculiarità di questo incredibile ponte, è la tecnica costruttiva, una piattaforma sospesa nel vuoto a circa 300 metri dal suolo, completamente in vetro sostenuta da sottili cavi in acciaio.
Nell'idea di Dotan, il ponte non avrebbe dovuto in nessun modo contaminare la natura, ma scomparire al suo interno, integrarsi perfettamente senza esserne visibile. Una camminata di circa 385 metri spinta all'estremo.

 

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Il ponte noto anche con il nome di ponte dei cuori coraggiosi, assume questo soprannome perché invita, chi lo attraversa, a compiere un viaggio nell'infinito, dove solo cuori impavidi e coraggiosi possono recarsi.
La metafora è chiara e ha una evidente ispirazione nelle radici taoiste del grande progettista; un’opera estremamente sofisticata ma semplice allo stesso tempo, grandiosa ma umile.
Per permettere al ponte di “mimetizzarsi”, l’architetto e il suo studio di progettazione sono stati chiamati ad un grande sforzo creativo. Il pavimento è stato realizzato in grandi lastre di vetro spesse 50 millimetri in grado di sopportare un peso di 40 tonnellate ciascuno. Per evitare di far perdere alla struttura la sua leggerezza, anche la struttura portante è stata ridotta all'estremo; lunghe campate di 400 metri dall'impercettibile spessore di soli 60 centimetri. La restante funzione strutturale è completata da sottili cavi di acciaio agganciati a 4 torri poste alle due estremità sui costoni rocciosi del canyon. Per rendere ancora più intimo il legame tra la struttura e lo spazio naturalistico che attraversa, le quattro torri sono state ricoperte da alberi e piante risultando così invisibili.

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Il risultato è straordinario, soprattutto nelle giornate in cui nevica o di nebbia (frequente in questa zona). Chi si accinge ad attraversare il ponte inizia realmente un viaggio nella propria coscienza, nella propria anima, sospesi nel vuoto non vedendo ne l’inizio ne la fine di questo mistico percorso.

 

 

 

Immagini da www.mbimedia.com

 

Secondo anno scolastico

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L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato alla stesura delle ultime edizioni dei libri di tecnologia.

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