AIRBUS A380 SUPERJUMBO

Una grande società europea è entrata lentamente ma inesorabilmente nel mondo dell’aviazione per sfidare lo strapotere dei giganti americani di Boeing, McDonnell Douglas e Lockheed Aircraft Corporation. Sto parlando di Airbus Industrie, un consorzio europeo formato inizialmente da francesi e tedeschi a cui si sono poi associati spagnoli e inglesi. 

La Airbus è stata fondata nel 1970 ed ha realizzato tanti aeroplani di successo molto diffusi nel mondo soprattutto quelli della serie A (A320, A330, A340). Ma l’Airbus ha rischiato un grande fallimento di fronte ad un investimento gigantesco, una scommessa capace di cambiare il futuro dell’aviazione: l’A380. Definito il gigante dei cieli questo aereo nato dalla progettazione di lungimiranti ingegneri ha rivoluzionato il modo di volare. Presentato il 16 gennaio 2005 per permettere alla compagnia di competere con il 747 americano, il progetto a causa di errori e alla sua estrema complessità, ha subito moltissimi ritardi tali da costare quasi il fallimento alla compagnia.

 

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Ma il 15 ottobre 2007, l’A380 si libra per la prima volta nell’aria in un volo passeggeri internazionale della compagnia aerea Singapore Airlines sulla tratta Singapore-Sydney. E’ una rivoluzione; si tratta del primo aereo al mondo dotato di doppio ponte capace di trasportare a pieno carico fino a 850 passeggeri. L’obiettivo dell’Airbus è quello di risolvere il problema dei trasporti aerei e del congestionamento degli aeroporti con un mezzo in grado di accrescere sensibilmente il numero di passeggeri trasportati. Ma l’A380 è grande in tutto. Per la prima volta, l’apertura alare supera la lunghezza. Ma questo ha rappresentato uno dei maggiori problemi per Airbus. La compagnia ha dovuto ricorrere ad uno stratagemma tecnico per consentire l’accesso del suo aereo in tutti gli aeroporti internazionali senza dover riprogettare gli hub. L’ala nella parte finale è stata ripiegata; questo ha consentito di riportare la sua lunghezza all’interno degli standards aeroportuali e ha consentito di aumentare la stabilità in volo ad alta velocità.

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Ma vediamo quali sono le misure di questo gigante: è lungo 73 metri e alto più di 24. L’apertura alare è di 79,8 metri e il diametro della fusoliera 7,14. Il doppio ponte consente di ospitare un numero di passeggeri che varia da 525, in configurazione standard con la suddivisione in 3 classi, a 853 in configurazione charter con classe unica. Il ponte principale misura 49,7 metri di lunghezza mentre quello superiore 47,9; tutto questo spazio si traduce in maggiore comodità e possibilità di offrire ai clienti più esigenti spazi unici attrezzati con soluzioni impensabili su altri aerei come ad esempio suite, bagni con docce, sale gioco con biliardo, lounge-bar e tanto altro.
La tecnologia la fa da padrona; anche la classe economy è dotata di molti comfort e soprattutto più spazio tra i sedili. L’intrattenimento di bordo è al top: wi-fi on-board, videocamere esterne per vedere comodamente le fasi del viaggio, prese elettriche e USB per ricarica dei propri dispositivi e tanto altro.

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Sono necessari 2 piloti (4 per le lunghe tratte) e 22 assistenti di cabina per gestire l’enorme spazio e la grande quantità di persone a bordo.
Anche sulla meccanica non si è badato a spese pur di realizzare un velivolo perfetto capace di soddisfare le esigenze delle compagnie per gli anni a venire. 4 turbofan Engine/Alliance GP7000 o, in alternativa, 4 turbo-reattori Rolls-Royce Trent 900 sono gli incredibili motori di cui è dotato l’A380. Questi spingono l’aereo, a velocità di crociera, a Mach 0.85 ovvero a circa 850 Km orari e sono capaci di fargli percorrere una distanza di 15.200 Km in un’unica tratta consumando il 15-20% in meno di un 747 con emissioni nell’atmosfera ridotte del 13%. Viaggia inoltre più in alto, 35mila piedi (circa 11.000 metri) è molto più silenzioso e necessita di meno spazio per atterrare e decollare.
Disegnato e costruito negli impianti francesi a Tolosa, il progetto dell’A380 vede la sua nascita nel giugno del 1994 e dopo lunga gestazione solo 10 anni dopo è avviato alla catena di produzione.
10 miliardi di investimento complessivo che costringeranno Airbus a vendere almeno 250 aerei da subito per rientrare nelle spese.
I costi sono stati enormi, basti pensare che l’aereo è composto da circa 4 milioni di pezzi, con 2,5 milioni di componenti provenienti da 1.500 aziende di 30 nazioni. Ogni aereo costa circa 350 milioni di dollari.
Superata la prima fase di scetticismo e superati i problemi dovuti all’enorme ritardo accumulato, oggi l’A380 è una realtà, il più ammirato e sofisticato aereo che solca i nostri cieli.
Molte compagnie oltre alla già citata Singapore Airlines si sono aggiunte acquistando parecchi di questi velivoli, prima fra tutte la compagnia emiratina di Dubai, la Emirates, che ha fatto dell’A380 il simbolo del proprio businness e del proprio successo.
L’A380 ha oramai superato i 10 anni di servizio e non si sono riscontrati incidenti gravi sul suo percorso. L’unico episodio degno di nota è quello occorso ad un A380 della compagnia australiana Qantas il quale durante un volo vide esplodere uno dei motori a causa di un difetto di progettazione di un tubicino che trasportava olio. Il volo si concluse con un atterraggio di emergenza ma pochi danni all’aereo e nessuno ai passeggeri.

 

 

 

Immagini da www.capital.bg 

 

 

 

 

 

Secondo anno scolastico

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L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato alla stesura delle ultime edizioni dei libri di tecnologia.

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