Energia dalla pelle

Il problema dei dispositivi mobili è oggi sempre di più quello dell’autonomia, di batterie capaci di far durare oltre le 24 ore l'usabilità dei nostri devices. Un altro campo nel quale la ricerca sta approfondendo i propri studi è, poi, quello degli indossabili in grado di fornire dati e informazioni biometriche sul nostro stato di salute.

Le batterie ostacolano in questo momento lo sviluppo di questi dispositivi per due ordini di motivi: la durata come detto e il peso che in un indossabile rappresenta un fattore non da poco.
Studiosi e università battono questo sentiero consci dell’enorme indotto che questo settore di mercato porta con se.
L’ultima, in ordine di tempo, è la ricerca condotta del National Science Foundation Nanosystems Engineering Research Center per conto dell’Advanced Self-Powered Systems of Integrated Sensors and Technologies (ASSIST) dell’Università del North Carolina. E’ stato sviluppato un sistema in grado di ottenere energia sfruttando il sudore o il calore che il corpo emette durante l’attività fisica.
Si tratta di applicare sulla pelle una specie di cerotto di circa 2mm di spessore, flessibile e di dimensioni contenute capace di impedire al calore di dissiparsi.

energia pelle2

Lo strato adesivo posto sulla pelle è realizzato in materiale conduttivo e fa in modo che il calore prima di essere dissipato nell’aria, passi attraverso un generatore termoelettrico per la trasformazione in energia.
Questa lamina è capace di generare corrente quando la differenza di temperatura è di almeno tre gradi tra la pelle e la temperatura dell’ambiente circostante.
Questa piccola piastrina il cui ingombro è pari a circa 7 centimetri quadrati è in grado di generare corrente per 40-50 μW (microwatt) in condizioni normali, produzione che si triplica nel caso in cui il soggetto stia facendo attività fisica.
Questa quantità di energia consente di far funzionare un processore a basso consumo, sensori di pressione e temperatura e monitorare anche lo stato di idratazione della pelle. Potrà esservi inserito in seguito anche un sistema di trasmissione dati wireless o Bluetooth a basso consumo capace di far comunicare il cerotto con un dispositivo esterno in grado di raccogliere ed elaborare le informazioni.
I ricercatori sono molto ottimisti e in base ai primi risultati raccolti si può ben sperare che presto questa tecnologia possa essere applicata ai dispositivi indossabili posti in commercio.

Terzo anno scolastico

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L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato alla stesura delle ultime edizioni dei libri di tecnologia.

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