Una vision di pneumatico

La maggior parte degli spostamenti avviene giornalmente attraverso mezzi su gomma sulla rete stradale ed autostradale. Milioni di pneumatici consentono il trasporto di mezzi e persone, ma pur essendo migliorati tecnicamente, questi conservano ancora diversi punti di debolezza che, studi recenti stanno cercando di risolvere o comunque, ridurre. 

Ad esempio, i pneumatici, a causa della loro origine, provengono dalla gomma naturale ed oggi dagli idrocarburi, risultano essere difficili da smaltire, inquinati e anche costosi. Inoltre, la loro durata è limitata nel tempo, perché a causa dell’attrito con il terreno, si consumano e infine contengono aria, per cui sono soggetti a foratura.

 

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Molti sono gli studi in corso, ma una grande multinazionale dello pneumatico come la Michelin, forte di un’antica esperienza e di eccellente know how nelle conoscenze bio-chimiche, ha sviluppato da poco una nuova miscela, una formula che potrebbe cambiare definitivamente il concetto di pneumatico come oggi lo conosciamo.
La Michelin è partita dall’aspetto ambientale, e i suoi studi per Vision, questo “visionario” progetto di pneumatico, sono stati concentrati nella realizzazione di una mescola capace di essere bio-compatibile con l’ambiente, riciclabile e pensata per essere reinserita nel ciclo produttivo come la carta, il vetro e l’alluminio.

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Il centro di ricerche di Michelin, il Corporate Innovation Board (CIB), ha sviluppato un nuovo prodotto leggerissimo realizzato a partire da soli materiali biodegradabili, che non utilizza aria e perfino smart perché integra tecnologie digitali. Partendo da questo concept, Vision è il primo e unico pneumatico ricaricabile, nel senso che attraverso una speciale stampante 3D è possibile rigenerarlo aggiungendo l’esatta quantità di materiale dove questo è necessario. Possiede un battistrada definito “organico”, cioè capace di adattarsi ad ogni tipo di strada o terreno che rende l’esperienza di guida sicura e confortevole.
Vision è costituito da una struttura interna sufficientemente rigida, in grado di sostenere un veicolo, ed è dotato di sensori che forniscono una monitorizzazione della superficie attimo per attimo, fornendo informazioni utili sul suo stato di salute. Inoltre, attraverso l’uso di un’apposita app, è possibile configurare la conformazione del battistrada in funzione delle necessità come ad esempio in caso di neve o di pioggia.
La casa produttrice afferma che il pneumatico nascerà e morirà con l’autovettura, per cui non ci sarà bisogno di cambi durante la vita dell’auto. Ogni volta che questo presenterà problemi o danneggiamenti, i sensori avviseranno l’utente di questi e in centri specializzati, in pochi istanti sarà possibile ricaricare e conformare il pneumatico alle condizioni richieste dal conducente. In pochi minuti, quindi, si potrà ripartire con i propri vecchi, ma sempre nuovi, pneumatici.

 

Immagini da www.trattoriweb.com www.ilfattoquotidiano.it www.michelin.com 

 

 

Primo anno scolastico

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L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato alla stesura delle ultime edizioni dei libri di tecnologia.

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