Il robot elastico

Nel nostro immaginario siamo stati abituati a pensare ai robot con sembianze umane, di animale o a mezzi di trasporto conosciuti. In realtà alla NASA, stanno esplorando soluzioni diverse che ci porteranno a tipologie di robot molto diverse da quelle a cui siamo abituati a pensare.

La necessità di creare questi particolari tipi di robot è dovuta al fatto che questi dovranno agire, muoversi, operare all’interno di ambienti sconosciuti ed inesplorati come altri pianeti. Il concept di un robot con sembianze completamente diverse dal consueto arriva dagli scienziati della NIAC (Nasa Innovative Advanced Concept). Si chiama Super Ball Bot e sembra un intreccio di tubi e cavi simili alle bacchette dello shanghai, il classico gioco da tavolo. Ma questa sua stranissima forma, grazie ad alcuni principi esistenti in natura, gli consente di adattarsi alle situazioni più estreme. Il primo passo è quello di poter atterrare indenne su qualunque superficie movendosi e superando gli ostacoli, anche imprevedibili, senza subire danni in virtù del fatto che non è possibile effettuare riparazioni o interventi data la distanza e l’isolamento del robot. Per poter risolvere queste problematiche la NASA si sta pian piano allontanando dai robot con forma antropomorfa, ossia con braccia, gambe e testa o ad animali o veicoli. Super Ball Bot è costituito da bacchette metalliche e cavi che si estendono e ritirano a comando; questo gli consente di atterrare assorbendo l’impatto, di contrarsi per passare attraverso spazi ristretti, risalire crateri, muoversi in ambienti diversi sia fluidi che solidi.

robot elastico

I due creatori di Super Ball Bot (Vytas SunSpiral e Adrian Agogino) hanno utilizzato come modello di ispirazione, la cupola geodedica e la teoria della tensegrità definite dall’architetto Buckminster Fuller. A questi principi, hanno aggiunto la capacità di allungarsi o accorciarsi dei bastoncini, come se fossero degli elastomeri, così da bilanciare automaticamente il peso o distribuire lo stress lungo tutto il corpo del robot.
In questo modo i principi esistenti in natura nei sistemi muscolari, nelle vertebre, nei tendini sono stati utilizzati e sfruttati per realizzare un androide capace di adattarsi a tutte le situazioni, mantenersi sempre in equilibrio, leggero, facilmente trasportabile e anche riparabile.

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Il robot, che sarà presentato IEEE International Conference on Robotics and Automation, viene presentato in un video postato su internet dai costruttori dove vengono mostrate le capacità di assorbimento dei colpi e l’adattamento alle molteplici situazioni.

 

 

Immagini da spectrum.ieee.org

 

A cura di Davide Emanuele Betto.

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L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato alla stesura delle ultime edizioni dei libri di tecnologia.

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