L'eccellenza robotica italiana

In ambito robotico, l’Italia si colloca ai primi posti nel mondo, soprattutto la regione Toscana grazie ad una programmazione oculata e ad un know-how di altissimo livello. Uno degli ambiti in cui l’Italia eccelle è proprio quello della robotica applicata alla medicina soprattutto all’ambito chirurgico.

Già dal 1999 sono stati eseguiti oltre 4 milioni di operazioni chirurgiche utilizzando robot, con un incremento costante anno dopo anno. Sono fra 12.000 e 15.000 gli interventi di chirurgia robotica svolti annualmente di cui, come dicevamo, oltre 3000 nella sola regione Toscana. Il nostro paese si attesta così al terzo posto a livello mondiale per interventi chirurgici robotizzati dopo gli Stati Uniti e la Francia.

 

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Che la Toscana sia una regione d’eccellenza da questo punto di vista è ribadito con enfasi dalla professoressa Franca Melfi, associata presso il DAM, Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Università di Pisa. La Melfi è anche direttrice del Centro Multispecialistico di Chirurgia Robotica dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. La ricercatrice e studiosa, al Festival Internazionale della Robotica svolto a Pisa, ha precisato come dei 4.000 sistemi robotici chirurgici al mondo, 600 sono in Europa e 84 in Italia. La cosa importante che la dottoressa ha voluto precisare è che la Toscana si differenzia dalle altre regioni italiane ed eccelle, perché mentre nelle altre regioni l’utilizzo di sistemi robotici è stato svolto prevalentemente in ambito privato, in questa regione del centro Italia invece, si è creato un unico polo che coordina 11 sistemi robotici sparsi sul territorio in maniera tale da avere omogeneità sull’utilizzo delle macchine e garantendo un servizio di alto livello e uniforme a tutta la popolazione regionale.

 

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Se la professoressa Melfi nelle sale operatorie è la mente, il braccio, anzi le quattro braccia, sono quelle dei robot provenienti dagli Stati Uniti, chiamati “da Vinci”, in onore del nostro grande genio. Ognuna delle quattro braccia è dotata di una mano, utilizzate, una per il bisturi, l’altra per l’ago e il filo, la terza per la manovra delle forbici e l’ultima gestisce una lampada per illuminare il punto esatto dell’intervento. Nell’angolo di ognuna delle tre sale operatorie robotizzate, lontano dal tavolo operatorio, è presente una consolle con i comandi per il robot su uno schermo tridimensionale della grandezza e forma di occhiali 3D e, più in basso, due arti metallici snodabili dove il chirurgo da seduto, inserisci le proprie mani per azionare il robot che agirà direttamente sul paziente.

 

A cura di Davide Emanuele Betto.

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