L'intelligenza artificiale? Elementare Watson!

Abbiamo già parlato di CIMON, il simpatico robot che svolge tante mansioni sulla ISS, ossia la Stazione Spaziale Internazionale. Mosso da un’intelligenza artificiale, CIMON assiste gli astronauti, parla con loro, gioca e li collabora durante tutte le loro operazioni. Riesce a spostarsi tranquillamente anche in assenza di gravità e il segreto per tutto ciò è il suo incredibile cervello sviluppato dalla IBM e come abbiamo detto, prende il nome di Watson. Si tratta di un grande passo avanti verso l’intelligenza artificiale ma le dimensioni di questo cervello sarebbero troppo grandi per poter entrare nella piccola struttura di CIMON.

Si trova infatti sulla Terra il sistema di intelligenza artificiale in grado di riconoscere il linguaggio naturale delle persone, rispondere alle domande e apprendere da azioni ripetute. Ovviamente, tutte queste capacità devono essere supportate da una enorme velocità di calcolo e analisi dei dati in modo da rendere CIMON capace di formulare risposte e fornire soluzioni in tempi brevissimi. La differenza tra Watson e un normale computer, è la capacità di trovare risposte corrette o statisticamente probabili in base ai dati disponibili, comportandosi in modo molto simile ad un essere umano.

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Le domande possono essere le più disparate, andando dalle soluzioni scientifiche ai problemi di cucina e il modo in cui Watson può rispondere dipende dal suo addestramento; in pratica, l’intelligenza artificiale dovrà vivere centinaia se non migliaia di azioni simili in modo da poter elaborare la risposta più corretta al quesito postogli. Per esempio, per identificare un animale e distinguerlo da un altro, deve aver visto centinaia di animali di quel genere con colori e razze diverse e da angolazioni sempre nuove. A questo punto, Watson, riuscirà anche a fornire delle risposte coerenti. Il punto di forza di questa intelligenza artificiale è quello di riuscire ad apprendere attraverso l’uso di dati strutturati e non strutturati, come ad esempio articoli, pagine Web, foto, video. Il sistema è strutturato in modo da riconoscere il linguaggio naturale in base a regole grammaticali e strutture ben precise, riuscendo ad interpretare correttamente anche espressioni idiomatiche usate nel linguaggio corrente.

 

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Watson ha una capacità di memorizzazione enorme, dispone, ad esempio, dell’intero contenuto di Wikipedia e la IBM nel 2010, per testarne le capacità, lo ha fatto partecipare ad un quiz televisivo dove, Watson è riuscito sempre per primo a prenotarsi per la risposta e rispondere correttamente. Il sistema in grado di analizzare ed elaborare una quantità di dati enorme e in tempi infinitamente più brevi di quelli del cervello umano. In pratica questo sistema è affidato in buona parte agli uomini che, devono implementare le informazioni e costantemente aggiornarle in modo che Watson fornisca risposte attendibili. Quindi la fase di apprendimento è la più delicata; Watson viene affiancato da esperti della materia che lo aiutano nell’apprendimento, ma soprattutto nella comprensione gli schemi linguistici e terminologie specifiche. Ad ogni sessione successiva, Watson, risulta essere sempre più preparato e competente nella disciplina di studio.

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Inoltre, è asettico nella scelta della risposta più idonea perché non influenzato da aspetti culturali, sociali o psicologici che, possono in qualche modo interferire con essa. Watson, analizza moli enormi di dati in tempi molto brevi, estrapolando gli elementi fondamentali dalla domanda, e verificando le diverse e possibili risposte, scegliendo così quella più coerente con la situazione.
Per farci un’idea di quanto potente e incredibile sia Watson, basta pensare che è formato da 90 server IBM Power 750 che utilizzano processori Power7 octacore con 16 TB di RAM. Watson processa 500 GB di dati al secondo l’equivalente di 1 milione di libri.

 

 

Immagini da www.livemint.com 

 

A cura di Davide Emanuele Betto.

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L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato alla stesura delle ultime edizioni dei libri di tecnologia.

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