Moxi il robot infermiere

Si chiama Moxi ed è frutto del lavoro di tre scienziate di una startup texana di nome Diligent Robotics. Cosa ha di diverso Moxi dai soliti robot?

Semplice, fa l’infermiere. In pratica si tratta di un automa progettato per supportare gli infermieri nelle loro quotidiane attività logistiche lasciando così loro, più tempo per dedicarsi ai pazienti.

robot infermiere

Moxi è dotato di telecamere e intelligenza artificiale, così da mappare gli ambienti e muoversi autonomamente attraverso la sua piattaforma mobile. E’ dotato di molti sensori che lo rendono assolutamente autonomo per cui non necessita di assistenza per portare a termine le incombenze a lui assegnategli. Ad esempio, attraverso le sue mani pinza, può prelevare oggetti e portarli a destinazione nei reparti. L’intelligenza artificiale e la testa rotante dotata di display, gli consentono di interagire simpaticamente con i pazienti, rispondendo, sorridendo o anticipando le azioni che essi vogliono compiere, creando così una forte empatia con loro.
Sul display compaiono dei grandi occhi digitali che lo rendono più umano e quando qualcuno si rivolge a lui, gira la testa e mostra un cuore o un arcobaleno per trasmettere sensazioni positive.

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E’ dotato di due braccia in grado di prelevare gli oggetti o di supportare gli infermieri e i medici nelle loro attività quotidiane; il solo fatto di aver ridotto i loro spostamenti dai depositi medicine e macchinari, è già un grande passo avanti nel settore sanitario.
Già Moxi è attivo in tre ospedali americani, il Texas Health Dallas, lo University of Texas Medical Branch e lo Houston Methodist Hospital.

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Moxi si sposta in ogni ambiente grazie alle fotocamere e al sistema Lidar, una tecnologia che misura le distanze attraverso l’uso di laser. Inoltre, si adatta ai diversi flussi di lavoro e ad ogni tipologia di infermiere imparando come svolgere i propri compiti e adattandosi a situazioni molto diverse. Le creatrici di Moxi sono entusiaste per il modo in cui l’automa collabora e allevia il lavoro degli infermieri e di come viene accettato dai pazienti della struttura ospedaliera. Anzi, sperano che i risultati raggiunti spingano qualcuno a utilizzare Moxi in impieghi più complessi e gravosi.
Moxi ha un fratello più anziano, Poli, sviluppato dallo stesso team di scienziate grazie ad un finanziamento della National Science Foundation, mentre il progetto di Moxi è stato sviluppato grazie ad un altro finanziamento di 2 milioni di dollari.

 

 

Immagini da www.texashealth.org 

 

A cura di Davide Emanuele Betto.

 

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L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato alla stesura delle ultime edizioni dei libri di tecnologia.

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