Multiscope, il robot ispettore

Un grande progetto di ingegneria energetica e robotica che prende spunto dalla necessità di costruire una delle più grandi centrali fotovoltaiche in Estonia. Si tratta di una grande centrale di circa 3500 MWh di potenza di elettricità rinnovabile l’anno. Ma cosa centrano i robot direte voi con una centrale fotovoltaica in superficie?

Parecchio a quanto pare, perché la centrale sorgerà sopra un’antica miniera abbandonata la cui struttura portante era stata rimossa al fine delle attività minerarie e per cui l’accesso alle zone sotterranee non è più consentito alle persone.

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La società energetica estone Enefit ha utilizzato Multiscope, un veicolo stradale privo di conducente della Milrem Robotics per fare sopralluoghi e all’interno di queste miniere abbandonate e determinare la condizione dei piloni per poter, poi, impiantare la centrale in superficie. La miniera è stata abbandonata circa 10 anni fa e la società ha utilizzato questo mezzo Multiscope dotandolo dei fari 3D LIDAR, i fari in grado di inviare segnali e di mappare tridimensionali del terreno attorno al veicolo in tempo reale che, può procedere senza conducente in ogni tipo di ambiente.

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Lo scopo è quello di inviare veicoli privi di persone, quindi in sicurezza, all’interno di miniere, in modo da poter ispezionare con attenzione i luoghi di cui sopra. Veljo Aleksandrov Direttore dello sviluppo del progetto di Enefit e capo di questa missione, ha affermato che questa è perfettamente riuscita ottenendo immagini tridimensionali e gli altri dati necessari a stabilire che il sito è idoneo per la costruzione della centrale fotovoltaica sopra la miniera.

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Gli ingegneri della Milrem Robotics stanno lavorando a diverse soluzioni di mezzi mobili robotici per il mercato civile soprattutto per l’osservazione, l’analisi e l’ispezione di ambienti molto complessi. Multiscope, il mezzo utilizzato in questo caso, dimostra come questa tecnologia sia già matura per poter affrontare impegni di questo genere e aumentare l’efficienza e la sicurezza in situazioni non convenzionali. Il mezzo Multiscope è stato pilotato dalla superficie attraverso i dati provenienti dai fari LIDAR e dalle fotocamere HDR ad ampio spettro adottate sopra il mezzo. Si tratta di un grande passo avanti perché il primo del genere in ambienti chiusi e soprattutto sotterranei ed apre nuovi scenari e possibilità per l’esplorazione con robot comandati a distanza.

 

Immagini da milremrobotics.com

 

A cura di Davide Emanuele Betto.

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L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto, architetto e docente di tecnologia presso la S. S. I “Dante Alighieri” di Catania. Il professor Betto è formatore ed esaminatore EIPASS, e webmaster del sito didattico di Tecnologia educazionetecnica.dantect.it. Ha collaborato alla stesura delle ultime edizioni dei libri di tecnologia.

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