Dal MIT i tessuti tattili

Lino, cotone, canapa, lana, seta sono alcuni dei materiali naturali utilizzati per confezionare i nostri abiti. Dalla loro scoperta ad oggi, molte cose sono cambiate, al fine di migliorarli per renderli adatti ad ogni tipo di attività; leggeri, resistenti, intrecciabili con tessuti differenti di tipo artificiale o sintetico che ne migliorano notevolmente le prestazioni. 
Ma al MIT, il Massachusetts Institute of Technology, i ricercatori del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, sono andati oltre.

Sono riusciti ad integrare i tessuti convenzionali con fibre piezoresistive in grado di reagire alla pressione, creando così una nuova categoria di indumenti che, pur mantenendo le caratteristiche dei tessuti classici, quali traspirabilità, igroscopicità e morbidezza, aggiungono nuove caratteristiche smart. Sono, infatti, capaci di fornire informazioni di tipo biometrico importantissime sia per la salute dell’individuo che per il miglioramento del tessuto stesso.

I nuovi tessuti, dotati di queste fibre intelligenti, riescono a rilevare una quantità enorme di dati sul comportamento e le azioni dell’individuo durante le sue normali attività, fornendoci, così, informazioni importanti sulla sua postura, sulla correttezza dei suoi movimenti e i suoi dati biometrici complessivi, il tutto in modo non invasivo.

MIT Electronic Suit 01 2Immagine tratta da www.01health.it

Questi sensori sono stati applicati a diversi capi di abbigliamento come guanti, calzini, maglie, al fine di raccogliere informazioni di vario tipo. Ad esempio grazie alle calze si sono raccolte informazioni sulla postura di camminamento o su come si appoggiano i piedi per terra durante l’azione cinetica o statica; con i guanti si sono ottenute informazioni su ciò che si tocca o su come si afferrano gli oggetti; con le maglie, informazioni sulla postura da seduti al fine di prevenire problemi muscolari o ossei.

Gli sviluppi di una tecnologia del genere sono enormi soprattutto perché si utilizzano materiali economici, facilmente integrabili nei tessuti convenzionali e quindi utilizzabili su larga scala.

In campo sportivo si potrebbero sfruttare per analizzare in profondità i movimenti dell’atleta durante i vari esercizi, mentre in ambito domestico per monitorare la deambulazione di anziani che vivono da soli al fine di prevenirne cadute o altri accidentali problemi.
Un’altra possibile applicazione è quella che li vedrebbe indossati da speciali robot che, con questi tessuti, potrebbero acquisire sensazioni tattili molto vicine a quelle umane.

 

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