
"Daisugi": dal Giappone, il legno sostenibile che non sacrifica gli alberi
La necessità di rendere più sostenibili i processi produttivi sta impegnando nazioni e scienziati nella ricerca di percorsi più virtuosi, capaci di non impattare negativamente sull’ambiente.
Dal passato della tradizione millenaria del Giappone, una tecnica forestale secolare sta attirando sempre più l’attenzione per il suo incredibile equilibrio tra sostenibilità e innovazione, un perfetto esempio di come l’uomo possa convivere armoniosamente con la natura, traendo da essa risorse senza distruggerle.
Si tratta del Daisugi (cedro piattaforma), una tecnica di coltivazione che permette di ottenere legname di alta qualità senza abbattere gli alberi.
La sua origine risale al periodo Muromachi (1336-1573), durante il quale la città di Kyoto conobbe un grande sviluppo che fece crescere la richiesta di legname per costruire edifici, case da tè e arredi di pregio.
Tuttavia, il terreno montuoso della regione di Kitayama, a nord di Kyoto, non favoriva la crescita di alberi alti e dritti, necessari per la raffinata architettura giapponese.
Per risolvere il problema, i maestri della silvicoltura svilupparono il Daisugi, una tecnica che, attraverso la potatura mirata, induceva i cedri giapponesi (Cryptomeria japonica) a produrre germogli verticali perfettamente dritti.
Il processo inizia con la selezione di un albero madre, solitamente un cedro.
Dopo averlo fatto crescere per alcuni anni, i rami laterali vengono potati a mano con precisione chirurgica, lasciando solo una serie di germogli verticali.
Questi nuovi tronchi crescono in modo controllato e vengono raccolti ogni 20-30 anni mantenendo in vita l’albero originale, che può continuare a produrre legname per oltre 200-300 anni.
Grazie a questa tecnica, il legno ottenuto è più denso, privo di nodi, flessibile e resistente, ideale per la costruzione di case, mobili e persino per la realizzazione di oggetti artistici. Inoltre, è più leggero e flessibile del legno tradizionale, caratteristiche che lo hanno reso particolarmente apprezzato nel design giapponese.
Oggi il Daisugi non è solo una pratica agricola, ma anche un simbolo di gestione forestale sostenibile.
Mentre nel resto del mondo la deforestazione avanza a ritmi preoccupanti, questa tecnica dimostra che è possibile produrre legname di alta qualità senza sacrificare gli alberi e l’ecosistema circostante.
Inoltre, questa tecnica migliora la qualità del suolo, grazie agli alberi madre che proteggono il terreno dall’erosione; favorisce la biodiversità, mantenendo le foreste intatte e preservando habitat naturali per molte specie animali e vegetali; permette la cattura del carbonio, attraverso gli alberi madre che rimangono in vita per secoli, contribuendo a immagazzinare CO₂ e a combattere il cambiamento climatico.
Se in passato il Daisugi era usato principalmente per fornire legname alle case da tè e ai templi, oggi questa tecnica è tornata alla ribalta grazie all’interesse per l’architettura sostenibile e il design ecologico.
Alcune aziende giapponesi hanno iniziato a esportare mobili realizzati con questo legno speciale, mentre designer e architetti studiano come integrarlo nelle costruzioni moderne.
Oltre all’uso edilizio, il Daisugi ha trovato spazio nell’arte dei giardini giapponesi, dove gli alberi potati in questo stile creano scenari eleganti e surreali.
La loro forma unica, con tronchi dritti che si slanciano verso il cielo, richiama un’estetica minimalista e raffinata che si integra perfettamente nei paesaggi giapponesi.
Il Daisugi ci insegna che è possibile sfruttare le risorse naturali senza distruggerle, offrendo un’alternativa concreta alla deforestazione e alla produzione intensiva di legname.
Questa tecnica non è solo un’antica tradizione, ma un’opportunità per ripensare il nostro rapporto con la natura e adottare pratiche più sostenibili per il futuro.
In un’epoca in cui la crisi ambientale impone nuove soluzioni, il Daisugi potrebbe diventare un modello per una silvicoltura responsabile, dimostrando che innovazione e tradizione possono coesistere per creare un mondo più verde.