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Miscela di cemento in un secchio per intonaco per muratura.

I leganti: dal cemento ai bio-adesivi sostenibili

Nell’edilizia, nella chimica e perfino nella stampa 3D, i leganti svolgono un ruolo silenzioso ma fondamentale: tenere insieme materiali diversi, dando loro coesione, resistenza e durabilità. Dai tempi delle piramidi costruite con calce e gesso, fino ai moderni geopolimeri e ai bio-adesivi ricavati da scarti vegetali, i leganti sono il filo invisibile che unisce passato, presente e futuro della tecnologia dei materiali.

Nel tempo questa particolare categoria di materiali ha subito diverse evoluzioni ampliando gli ambiti di applicazione con nuove soluzioni e caratteristiche. 

Le tipologie di leganti

  1. Leganti tradizionali minerali
    Calce: usata sin dall’antichità, resistente e traspirante, oggi riscoperta nel restauro e nella bioedilizia.
    Gesso: rapido nell’indurimento, ideale per intonaci e finiture interne.
    Cemento Portland: la rivoluzione del XIX secolo, ancora oggi il più diffuso legante, anche se responsabile di elevati consumi energetici e emissioni di CO₂.

  2. Leganti organici e sintetici
    Resine epossidiche: eccellenti in adesione e resistenza chimica, usate in edilizia, elettronica e pavimentazioni industriali.
    Poliuretani e siliconi: versatili, elastici e durevoli, perfetti in sigillanti, colle e rivestimenti.
    Acrilici a base d’acqua: sempre più diffusi grazie al basso impatto ambientale e alla riduzione dei VOC (composti organici volatili).

  3. Leganti naturali e bio-based
    Caseina, amidi e colle animali: protagonisti per secoli in falegnameria e cartotecnica, oggi ripensati in chiave “green”.
    • Hempcrete e leganti a base di canapa: uniscono fibre vegetali e calce, creando materiali isolanti e sostenibili.
    • Micelio e alghe: nuove frontiere della bioedilizia, con prodotti biodegradabili e ad alta efficienza.

 Una tradizione millenaria

I leganti non sono solo sostanze, ma anche tecniche di utilizzo che hanno accompagnato la storia dell’edilizia e dell’artigianato.

  • Muratura in calce e pietra: usata già dai Romani, garantiva solidità e traspirazione delle pareti.
  • Intonacatura e stucchi a base di gesso: applicati in strati sottili per decorazioni e rifiniture interne.
  • Malte cementizie: dal XIX secolo hanno permesso di realizzare opere resistenti e durevoli, come ponti e dighe.
  • Collanti naturali in falegnameria: colle animali, amidi e caseina hanno permesso di incollare legno e carta per secoli.

Queste tecniche, ancora oggi utilizzate nel restauro e nella bioedilizia, costituiscono la base da cui derivano le nuove tecnologie.

Tecniche innovative

L’innovazione tecnologica e l’uso di nuovi materiali stanno cambiando radicalmente i processi lavorativi e il campo di applicazione dei leganti.
Tra le tecnologie più innovative troviamo:

  • binder jetting → in questa tecnologia, un legante liquido sostituisce il collante tradizionale e viene depositato strato dopo strato su polveri metalliche o ceramiche, permettendo di costruire oggetti complessi con grande rapidità. Dopo la stampa, un trattamento di sinterizzazione (riscaldamento e talvolta pressione) consolida la struttura.
  • 3D concrete printing → la stampa 3D di calcestruzzo usa leganti speciali per costruire interi edifici “layer by layer”. È una delle innovazioni più promettenti per ridurre costi e tempi nei cantieri, con un occhio alla sostenibilità grazie a miscele alleggerite o geo-polimeriche.

Il futuro passa per la sostenibilità

Negli ultimi anni la ricerca sui leganti non si concentra più soltanto sulla resistenza o sulla velocità di presa, ma soprattutto sulla capacità di ridurre l’impatto ambientale e garantire prestazioni sempre più elevate. L’edilizia e l’industria chiedono soluzioni che uniscano efficienza, innovazione e rispetto per il pianeta.

In quest’ottica si inseriscono tecnologie in fase di sperimentazione e materiali nati dalle ricerche di laboratorio più avanzate.

  • Geopolimeri: sono leganti derivati da materiali naturali ricchi di silicio e alluminio (come ceneri vulcaniche o industriali). Hanno un processo produttivo molto meno energivoro rispetto al cemento Portland e offrono una maggiore resistenza alle alte temperature e agli agenti chimici. Sono considerati una delle alternative più promettenti per un’edilizia a basse emissioni.
  • Nanoadditivi: l’aggiunta di nanoparticelle (come nanotubi di carbonio, silice o grafene) permette di migliorare le proprietà meccaniche dei leganti anche in piccole quantità. Grazie a queste tecnologie, le malte e i calcestruzzi diventano più durevoli, resistenti e performanti, senza aumentare i consumi di materiale.
  • Leganti da scarti: l’economia circolare trova applicazione anche qui. Ceneri volanti provenienti dalle centrali, residui agricoli come bucce o fibre vegetali o polveri di scarto industriale possono trasformarsi in nuovi leganti. In questo modo si riduce l’impatto delle discariche e si crea valore da ciò che prima era rifiuto.
  • Colle prive di formaldeide: usati soprattutto nel settore del legno e dei pannelli truciolari, sostituiscono i collanti tradizionali a base di resine ureiche. Eliminando la formaldeide, sostanza nociva per la salute, garantiscono ambienti interni più sani e rispettosi delle normative europee sulla qualità dell’aria.

 Tabella comparativa

 TIPOLOGIA  ESEMPI  PUNTI DI FORZA  LIMITI  INNOVAZIONI
 Minerali  Calce, gesso, cemento Durabilità, resistenza  Elevata CO(cemento)  Geopolimeri, cementi a basse emissioni 
 Organi sintetici Resine, poliuretani, siliconi  Versatilità, resitenza chimica  Derivano da petrolio Formulazioni bio-based, riduzione VOC 
 Naturali e bio Amidi, caseina, canapa, micelio  Biodegradabilità, sostenibilità  Resistenze inferiori  Bio-adesivi senza formaldeide, hempcrete 
 Tecnologici Binder jetting, 3D concrete  Innovazione, personalizzazione  Costi elevati, standard mancanti  Stampa edilizia in scala, materiali ibridi 

Agenda 2030 e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

L’articolo si intreccia con diversi Goal dell’Agenda 2030, che puoi evidenziare negli spunti didattici o nelle conclusioni:

  • Goal 9 – Imprese, innovazione e infrastrutture
    Sviluppare tecnologie sostenibili nei materiali da costruzione stimola l’innovazione e favorisce infrastrutture più resilienti.
  • Goal 11 – Città e comunità sostenibili
    La bioedilizia e l’uso di leganti a basse emissioni contribuiscono alla costruzione di spazi abitativi più sicuri, sani e rispettosi dell’ambiente.
  • Goal 12 – Consumo e produzione responsabili
    L’impiego di scarti agricoli e industriali nei leganti riduce i rifiuti e promuove l’economia circolare.
  • Goal 13 – Lotta contro il cambiamento climatico
    Scegliere materiali che limitano le emissioni di CO₂ (come geopolimeri o bio-leganti) significa agire concretamente per ridurre l’impatto ambientale dell’edilizia.
  • Goal 15 – Vita sulla terra
    La valorizzazione di risorse naturali come canapa e micelio favorisce la tutela degli ecosistemi e incentiva pratiche agricole sostenibili.

DAL BLOG ALLA LEZIONE IN CLASSE

Questo approfondimento completa e arricchisce i contenuti dell'unità 1 – Tecnologia e scienze dei materiali del manuale di Tecnologia di Lattes Editori, Infinito Tecnologico, offrendo spunti per sviluppare collegamenti tra scienze, tecnologia e sostenibilità.

Spunti didattici

  • Confronta in classe i diversi tipi di leganti, analizzandone vantaggi, limiti e impatti ambientali.
  • Rifletti su come i materiali tradizionali siano stati reinventati in chiave moderna e sostenibile.
  • Approfondisci il ruolo dei leganti nella stampa 3D e nella nuova edilizia.
  • Collega il tema alla storia dell’arte e dell’architettura: dalle piramidi ai grattacieli stampati in 3D.

Attività

  1. Mappa dei leganti
    Obiettivo: classificare i leganti in base all’origine e agli utilizzi.
  • Organizza una mappa concettuale con tre categorie principali: minerali (calce, cemento, gesso), sintetici (resine, epossidiche, poliuretani), naturali/bio-based (caseina, canapa, micelio).
  • Per ogni categoria aggiungi esempi, proprietà e usi più comuni.
  • Completa con simboli o immagini esplicative.
  • La mappa può essere realizzata su cartellone o con un’app digitale (Coggle, MindMeister).
  1. Schede comparative dei leganti
    Obiettivo: sviluppare capacità di confronto tecnico e ambientale.
  • Gli studenti realizzano una tabella che metta a confronto almeno 4 leganti diversi (es. cemento, calce, resina epossidica, geopolimero).
  • Parametri: composizione, tempi di presa, resistenza, impatto ambientale, costo, principali applicazioni.
  • Conclusione con una breve riflessione: quale legante sarebbe più adatto per costruire un edificio sostenibile e perché?
  1. Esperimento pratico: il gesso prende forma
    Obiettivo: osservare la reazione di presa e indurimento di un legante tradizionale.
  • Prepara una piccola quantità di gesso e versala in stampini di plastica.
  • Cronometra i tempi di presa e osserva il calore sprigionato dalla reazione.
  • Confronta i risultati con i tempi di presa della calce (solo in forma teorica o con schede descrittive).
  • Documenta l’esperienza con foto e brevi relazioni.
  1. Inchiesta sui bio-leganti emergenti
    Obiettivo: stimolare la ricerca e la consapevolezza ambientale.
  • Ogni studente sceglie un bio-legante innovativo (micelio, alghe, amido modificato, hempcrete).
  • Prepara una scheda con: origine, applicazioni attuali, vantaggi rispetto ai leganti classici, aziende o startup che lo producono.
  • Presentazione finale con cartelloni, slide o poster digitali.
  1. Dibattito in classe: “Quale legante per il futuro?”
    Obiettivo: sviluppare capacità argomentative e pensiero critico.
  • Dividi la classe in gruppi, ciascuno con una posizione da difendere:
    Cemento tradizionale: affidabile e diffuso.
    Geopolimeri: innovativi e sostenibili.
    Bio-leganti: naturali e rispettosi dell’ambiente.
  • Ogni gruppo prepara le proprie argomentazioni, poi si tiene il confronto.
  • Conclusione con un documento di sintesi condiviso (cartellone o Padlet).
15 Settembre 2025

L' autore

I contenuti sono a cura di Davide Emanuele Betto.
Laureato in Architettura presso l’Università di Reggio Calabria, ha conseguito il dottorato di ricerca in Metodi di Valutazione presso l’Università di Napoli. Si è abilitato all’insegnamento nella classe di concorso “A033 – Educazione Tecnica nella scuola media” nel 2004 e dal 2007 è docente di ruolo. Insegna a Catania presso l'Istituto comprensivo "Rapisardi-Alighieri".
Appassionato di informatica, che insegna nelle classi 2.0 e 3.0, webmaster per diletto e utilizzatore avanzato di programmi C.A.D., grafica e video produzione è autore del sito didattico di Tecnologia educazionetecnicaonline.com
Per Lattes è autore di Infinito tecnologico e Infinito tecnologico PLUS, i corsi di Tecnologia per la Scuola secondaria di primo grado.

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